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Il Parco naturale attrezzato di Porto Selvaggio è stato istituito nel 1980.
Con la legge regionale n.6 del 15/03/2006, è stato istituito il "Parco naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano" (già classificata dalla l.r. 19/97).
Il Parco si estende per circa 1.000 ettari. L'area comprende altri siti di interesse comunitario (SIC), quali Torre Uluzzo, Torre In serraglio e numerose aree di interesse archeologico e paleontologico.
La sua gestione è affidata dalla legge regionale istitutiva al Comune di Nardò.
L'istituzione del Parco naturale regionale "Porto Selvaggio e Palude del Capitano" ha le seguenti finalità:
- conservare e recuperare le biocenosi, con particolare riferimento alle specie animali e vegetali e agli habitat di interesse comunitario, gli equilibri ecologici, gli equilibri idraulici e idrogeologici superficiali e sotterranei;
- salvaguardare i valori e i beni storico-architettonici;
- incrementare la superficie e migliorare la funzionalità ecologica degli ambienti umidi;
- recuperare e salvaguardare la funzionalità del sistema dunale;
- monitorare l'inquinamento e lo stato degli indicatori biologici;
- allestire infrastrutture per la mobilità lenta;
- promuovere attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, nonché attività ricreative sostenibili;
- promuovere e riqualificare le attività economiche compatibili con le finalità istitutive, al fine di migliorare la qualità della vita delle popolazioni residenti.
Per raggiungere il Parco si deve percorrere la litoranea Gallipoli-Porto Cesareo, fino ad arrivare a S.Caterina, marina del comune di Nardò. Pertanto le località balneari più vicine sono Santa Caterina e Santa Maria al Bagno in direzione Gallipoli e S.Isidoro in direzione Porto Cesareo.
Questo tratto di costa si caratterizza per la sua scogliera, in alcuni punti bassa ed in altri più alta, con imponenti pareti rocciose che da vertiginose altezze precipitano in mare, disegnando scenari ben diversi da quelli delle vicine fasce sabbiose di Gallipoli e Porto Cesareo.
Altra peculiarità di questo tratto di costa è la presenza di risorgive di acqua dolce, particolarmente visibili a pochi metri dalla piccola spiaggia di Porto Selvaggio, individuabili grazie al gioco di rifrazione cui danno origine le due masse d'acqua (quella dolce e quella salata) a diversa densità e temperatura prima di mescolarsi del tutto.
In origine assolata distesa pietrosa erosa dagli agenti atmosferici, questa zona ha subìto, a partire primi anni '50, da parte del Corpo Forestale dello Stato, un'opera di rimboschimento che ha modificato completamente il paesaggio di questo tratto di costa.
Al centro del parco sorge la pineta, costituita essenzialmente dal Pino d'Aleppo, interessato da periodiche infestazioni di processionaria del pino. Tra le altre essenze arboree, vi è il cipresso comune e, in prossimità della costa, l'acacia saligna, a protezione della salsedine portata dai forti venti che soffiano dal mare. Vi sono anche esemplari di eucalipto, tamerice, leccio e "pino domestico". Significativa è anche la varietà delle piante arbustive che costituiscono il sottobosco dei sempreverdi, adatto a sopportare la siccità. Predominante è il lentisco, il mirto, l'olivastro, il cisto marino. E' altresì presente la vegetazione spontanea, tipica della macchia mediterranea, come l'asparago selvatico, il timo, la salvia, la menta selvatica, il luppolo, la malva, la ginestra, l'iris e la piccola orchidea selvatica.
Porto Selvaggio non è solo un'oasi di verde, ma è anche una zona di straordinario interesse archeologico. L'alta costa apre sul mare numerose grotte, scavate dall'erosione di torrenti interni: la "Grotta del Cavallo", la "Grotta di Uluzzo", la "Grotta di Carlo Cosma". Sorgono sull'acqua le torri rinascimentali volute da Carlo V, vedette a controllo delle incursioni dei pirati saraceni, poderose fortificazioni aragonesi costruite a difesa della costa salentina, quali "Torre Uluzzo", "Torre dell'Alto", che si erge fino a 51 metri di altezza (la rupe dove sorge il fortino era detta "la dannata"), fino a "Torre Inserraglio", proseguendo in direzione S.Isidoro. Questi elementi fanno del luogo un paesaggio incontaminato, suggestivo e ricco di storia.. da visitare!
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