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"Il paesaggio architettonico e le lavorazioni artigianali"
Il Salento è terra di cultura, le cui origini si perdono nel corso dei millenni come testimoniano le numerose opere, ancora visibili, dell'epoca messapica e romana.
Il paesaggio architettonico è di tipo greco per la predominanza assoluta delle case bianche "a calce", senza tetto, soprattutto in campagna e sulla costa, ma i centri storici sono caratterizzati da un lascito spagnolo del Barocco che qui assume caratteristiche sue proprie spogliandosi della sovrabbondanza pittorica degli interni e trasformando le facciate esterne di chiese e palazzi in veri arazzi scolpiti. In ciò, molta importanza ha avuto la locale "pietra leccese", tenera e malleabile e dal caldo colore giallo rosaceo.
Lecce è città barocca per eccellenza, con le ricchezze architettoniche dei suoi palazzi e la bellezza delle strade tortuose e strette del suo nucleo urbano antico, larghe e diritte nei nuovi rioni sorti fuori della cerchia delle mura. La presenza di numerosi ordini religiosi diede origine alle tantissime chiese, alla fioritura artistica e culturale che valse alla città i titoli di "Atene della Puglia" e "Firenze del Sud". Ma la città di Lecce non è solo Barocco poichè le suggestioni del Liberty, mescolate allo stile moresco, sono presenti e visibili sulle facciate delle splendide dimore e ville. Lecce è rinomata come "signora del Barocco" per lo stile inconfondibile che caratterizza questa città d'arte.
Il barocco si diffuse nel Salento dalla fine del Cinquecento, ma l'impulso allo sviluppo del barocco leccese fu dato dal vescovo Luigi Pappacoda alla metà del Seicento, cui fecero seguito importanti scultori, carpentieri e decoratori come Gabriele Riccardi, Antonio Zimbalo, Giuseppe Zimbalo, Cesare Penna, Giuseppe Cino. L'esempio massimo del barocco leccese è la Chiesa di Santa Croce, nel capoluogo salentino, la cui facciata è riccamente decorata e testimonia la malleabilità della pietra leccese. Nel Settecento l'arte barocca leccese conosce una maggiore specializzazione e gli architetti Mauro ed Emanuele Manieri sono i primi a portarla al di fuori dal capoluogo e dalla provincia.
Il termine barocco è utilizzato correntemente per indicare non solo le opere architettoniche ma anche la civiltà letteraria, filosofica, artistica e musicale caratteristica del periodo che va dalla fine del XVI secolo alla metà del XVIII secolo. Per estensione, si indica quindi col nome «barocco» il gusto legato alle manifestazioni artistiche di questo periodo.
Quest'arte, che si è sviluppata nel tempo grazie ad una tradizione artigiana floridissima, si è diffusa anche nelle costruzioni minori fino ad interessare le abitazioni più modeste.
Caratterizzano il Salento alcune attività artigianali che hanno radici lontane nel tempo e che ancora oggi utilizzano i sistemi di produzione adottati da secoli: la lavorazione e la produzione dei manufatti in cartapesta, pietra leccese, terracotta e ferro battuto.
La produzione di cartapesta è un'arte povera, testimone di uno straordinario sviluppo dopo il diciottesimo secolo. Quest'arte si è radicata e diffusa con la Controriforma quando, per rafforzare il sentimento religioso, la Chiesa richiedeva una abbondantissima produzione di statue e figure che rappresentassero con immediatezza i misteri della fede, dalle sembianze esteriori e di espressione di sentimenti vicinissime alla realtà. Le tecniche adoperate oggi sono ancora quelle tradizionali, adottate nelle botteghe artigianali che ritroviamo nei centri storici, dove si producono soprattutto statue che rappresentano personaggi dei presepi e figure religiose.
Un altro prodotto tipico della lavorazione artigianale è la pietra leccese (detta anche pietra gentile), un calcare duttile ed omogeneo, che proprio grazie alla sua morbidezza bene si presta alla lavorazione e all'estro dei numerosi artisti-artigiani che ancora oggi, nonostante le tecniche di lavorazione del passato siano state in parte sostituite dai moderni macchinari, si cimentano a lavorare oggetti di arredo a colpi di scalpellino, dando vita ora a forme originali ed innovative ma ancorate alla tradizione.
La lavorazione della terracotta è una tecnica artigianale antica e tuttora diffusa nel nostro territorio, favorita da sempre dalla presenza del terreno argilloso. Caratteristici sono i coloratissimi fischietti e campanelli comprati abitualmente dai turisti come souvenir.
Anche la lavorazione del ferro battuto ha origini antichissime e, ancora oggi, sono numerose le botteghe in cui gli artigiani lavorano questo metallo utilizzando gli attrezzi del passato, quali incudine, martello e forgia. Il procedimento di lavorazione è sempre lo stesso e consiste nel plasmare il ferro, sottoposto a calore e adagiato sull'incudine, con il battito di un martello.
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